

La bonifica e la gestione dell’amianto sono operazioni complesse e ad alto rischio, che richiedono competenze specifiche e il rigoroso rispetto di normative stringenti. L’amianto, un minerale fibroso bandito in Italia dal 1992, con la Legge 257/92, è noto per le sue proprietà cancerogene e la sua presenza rappresenta ancora oggi un grave pericolo per la salute pubblica e l’ambiente.
Affidarsi a un’azienda non qualificata per la rimozione o la bonifica può avere conseguenze disastrose, sia in termini di salute che legali. Per questo, la scelta di un partner specializzato deve essere guidata da un’attenta verifica delle sue certificazioni e autorizzazioni, garanzie imprescindibili di professionalità, sicurezza e conformità normativa.
L’amianto, come tutti sappiamo, è un materiale estremamente pericoloso. Le sue fibre, una volta inalate, possono causare gravi patologie respiratorie come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare, malattie che spesso si manifestano dopo decenni dall’esposizione. La manipolazione di materiali contenenti amianto (MCA) libera queste fibre nell’aria, rendendo fondamentale che ogni fase, dalla valutazione preliminare alla rimozione, dallo smaltimento al confinamento, sia gestita da personale altamente qualificato e con attrezzature adeguate.
La legislazione italiana, in linea con le direttive europee, è molto chiara in merito alla bonifica dell’amianto. Il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), nella parte “Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni“, e le successive modifiche e integrazioni, stabilisce i requisiti minimi di sicurezza e salute per i lavoratori esposti all’amianto o potenzialmente esposti. Queste normative impongono alle aziende specializzate una serie di obblighi rigorosi in termini di formazione del personale, utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI), procedure operative standard e gestione dei rifiuti.
Quando si valuta un’azienda per interventi sull’amianto, ci sono alcune certificazioni e autorizzazioni che non possono assolutamente mancare, in quanto attestano la conformità dell’azienda alle normative vigenti e la sua capacità di operare in sicurezza e professionalità.
Questa è la certificazione più importante e inderogabile per le aziende che operano nel settore della bonifica dell’amianto. L’Albo Nazionale Gestori Ambientali è un organismo istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’iscrizione alla Categoria 10A (attività di bonifica di beni e manufatti contenenti amianto effettuata sui mezzi di trasporto) e/o 10B (attività di bonifica di beni e manufatti contenenti amianto effettuata su edifici, strutture, impianti e manufatti) è obbligatoria per qualsiasi azienda che intenda svolgere lavori di rimozione, bonifica, confinamento o incapsulamento di materiali contenenti amianto.
L’iscrizione è subordinata alla dimostrazione di requisiti specifici in termini di capacità finanziaria, idoneità tecnica (personale qualificato, mezzi e attrezzature idonee) e rispetto delle normative ambientali e di sicurezza. L’assenza di questa iscrizione rende l’azienda completamente inidonea a operare sull’amianto e qualsiasi intervento da essa effettuato sarebbe illegale e potenzialmente pericoloso.
Sebbene non sia obbligatoria per legge per operare sull’amianto, la certificazione ISO 9001 (sistemi di gestione per la qualità) è un indicatore significativo della serietà e professionalità di un’azienda. Attesta che l’azienda ha implementato un sistema di gestione della qualità conforme agli standard internazionali, garantendo processi operativi ben definiti, un monitoraggio costante delle prestazioni e un impegno verso il miglioramento continuo.
Il tutto si traduce in una maggiore affidabilità dell’azienda e nella garanzia che i servizi offerti siano erogati con coerenza e attenzione alla soddisfazione del cliente e al rispetto delle normative.
Anche questa non è obbligatoria per legge, ma la ISO 14001 (sistemi di gestione ambientale) è un forte segnale dell’attenzione dell’azienda all’impatto ambientale delle proprie attività.
Data la natura dei rifiuti contenenti amianto, il rispetto delle normative ambientali è fondamentale e un’azienda certificata dimostra un impegno proattivo nella prevenzione dell’inquinamento, nella gestione sostenibile delle risorse e nel rispetto delle leggi e regolamenti ambientali, aspetti essenziali nel ciclo di vita della bonifica dell’amianto, dallo smaltimento dei materiali alla gestione delle aree contaminate.
Analogamente alle precedenti, anche la OHSAS 18001 (Occupational Health and Safety Assessment Series) o la più recente ISO 45001 (sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro) non è un requisito legale specifico per operare con l’amianto, ma è un’ulteriore conferma dell’impegno dell’azienda nella protezione della salute e sicurezza dei propri lavoratori e di terzi. Un’azienda con questa certificazione ha implementato un sistema per identificare, valutare e controllare i rischi per la salute e sicurezza, in linea con le normative vigenti e con le migliori pratiche, aspetto particolarmente rilevante nel settore dell’amianto, dove i rischi per la salute sono intrinseci alle operazioni.
Oltre alle certificazioni aziendali, è fondamentale verificare che il personale impiegato nell’attività di bonifica sia adeguatamente formato e abilitato. Il D.Lgs. 81/08 richiede che i lavoratori addetti alla rimozione e smaltimento dell’amianto siano specificamente formati e aggiornati, attraverso corsi di formazione, erogati da enti accreditati, riguardano le procedure di sicurezza, l’utilizzo dei DPI, la gestione delle emergenze e le tecniche operative per la bonifica.
È opportuno richiedere all’azienda le attestazioni di formazione del personale e verificare che siano regolari e aggiornate.
Una verifica della visura camerale dell’azienda è un passaggio preliminare essenziale. Permette di accertare l’esistenza legale dell’azienda, la sua forma giuridica, la sede legale, i dati dei legali rappresentanti e, soprattutto, l’oggetto sociale, che deve includere chiaramente le attività di bonifica e smaltimento amianto.
Al di là delle certificazioni formali, ci sono altri elementi che possono aiutare a discernere un’azienda specializzata e affidabile, prima tra tutti l’esperienza e le referenze, richiedendo un portfolio di lavori eseguiti e, se possibile, contattare clienti precedenti per ottenere informazioni.
Inoltre, bisogna verificare che l’azienda sia dotata di una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi che copra specificamente i rischi legati alle operazioni di bonifica amianto, e accertarsi che ogni intervento sull’amianto sia preceduto da un piano di lavoro dettagliato, che l’azienda deve presentare all’organo di vigilanza (ASL) competente per territorio almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività, richiedendo anche una copia di questo piano, che può fornire indicazioni sulla metodologia operativa dell’azienda.
Inoltre, l’azienda deve garantire la completa tracciabilità dei rifiuti contenenti amianto, dalla rimozione al trasporto, fino al conferimento in discariche autorizzate, attività che si concretizzano con l’emissione del formulario di identificazione del rifiuto (FIR).
Infine, un’impresa seria deve aver investito in attrezzature moderne e specifiche per la bonifica dell’amianto, come unità di decontaminazione, aspiratori con filtri HEPA, sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria e mezzi di trasporto idonei.